CdN esagera: “Sarri si gioca già la panchina, c’è un nome che potrebbe essere l’uomo giusto per De La”

Ripete che la squadra è in crescita e che non è preoccupato ma basta guardare la sua faccia per capire quanto sia in realtà sotto pressione. Una faccia tesa, smagrita, l’ombra del faccione sorridente e concentrato di Empoli, quello che nelle interviste in tv s’illuminava sereno e bonario. Sono passati meno di due mesi ma sembra sia trascorso un secolo. Forse perché Maurizio Sarri non si aspettava che allenare il Napoli fosse così difficile. Di sicuro, il tecnico non immaginava una partenza così a rilento: un punto in due partite, quattro gol subiti a fronte dei tre segnati. E poi una ‘gamba’ che dura solo un’ora, un disastro per una difesa friabile come quella azzurra. In mezzo la sensazione di una squadra che ancora fa fatica a riconoscersi nel progetto tattico del nuovo allenatore, che non comprende alcune scelte, tecniche e gerarchiche. Così, dietro le dichiarazioni ottimistiche e l’ostentata fiducia nel lavoro iniziato a Dimaro, c’è un allenatore che sa di essere già sul filo del rasoio. Non è un caso che i bookmakers quotino l’esonero di Sarri entro Natale a 2,90, una quota più bassa rispetto all’1,35 della conferma ma comunque non impossibile. Le voci di dentro di Castelvolturno raccontano di un Sarri pericolosamente in bilico, e per il quale diventano già decisive le prossime due partite contro Empoli e Lazio.

 

 

Se il Napoli mostrerà progressi ma soprattutto farà risultato, allora Sarri potrà evitare brutte sorprese almeno sino alla partita con la Juventus, sesta di campionato, in ogni caso un bivio per capire in che direzione andrà la stagione azzurra. Se, invece, il suo Napoli dovesse fare ancora flop contro toscani e biancocelesti, allora il ribaltone potrebbe essere dietro l’angolo. De Laurentiis l’ha fatto capire già domenica notte dopo il deludente pari con la Sampdoria: “C’è un allenatore nuovo, non si può volere tutto e subito. Prima di cinque, sei partite non si possono trarre conclusioni, ma se abbiamo sbagliato ce ne assumeremo le responsabilità”. Chiaro il riferimento: Sarri è sotto esame e se le cose dovessero andar male sarà lui a pagare per tutti. Il patron a Empoli non ci sarà: volerà infatti negli Stati Uniti per i suoi impegni cinematografici ma monitorerà la situazione in maniera costante. Del resto, anche dall’altro capo del mondo può bastare una telefonata. Magari a Vincenzo Montella, l’allenatore inseguito per anni, tentato con un megacontratto triennale da 5 milioni a stagione proprio nelle ore precedenti l’ingaggio di Sarri. Libero dopo l’esonero a Firenze, nella testa di De Laurentiis è l’uomo giusto con cui avviare un nuovo ciclo subito. L’alternativa è un allenatore più pragmatico, capace magari di riutilizzare il materiale umano già a disposizione, uno alla Luciano Spalletti tanto per capirci. Sarebbe una retromarcia clamorosa, l’ammissione di un fallimento. L’ennesimo smacco per Napoli e per la sua gente.

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