Hamsik, l’agente: “Uscire sempre dopo un’ora è deprimente”

A Napoli non erano abituati all’idea di dover discutere dell’esistenza di un “caso Hamsik”. Reduce da un’annata da 15 gol in 49 partite e una presenza indiscussa e indiscutibile da titolare, in questo avvio di stagione non si è ancora ammirata la migliore versione del capitano azzurro, sostituito da Sarri in tutte le 5 partite ufficiali disputate tra campionato e playoff di Champions League, sempre a cavallo del quarto d’ora della ripresa. Meno brillante rispetto al solito (non ci riferiamo esclusivamente alla questione realizzativa, visto che anche nel 2016/2017 e nel 2015/2016 aveva segnato solo una rete nelle prime 5 uscite stagionali), ma non per questo meno importante negli equilibri di squadra e con l’obiettivo di agguantare e superare Maradona (fermo a quota 115 gol) nella classifica cannonieri all-time del club.

 

Eppure, Hamsik non è sereno, come si evince dalle dichiarazioni a Radio Crc di Martin Petras, collaboratore dell’agente dello slovacco, Venglos: “Ha finito la scorsa stagione con dei problemi fisici, poi ha fatto una pausa per riposarsi ed ora la stagione è appena iniziata. Da Marek poi ci si aspetta sempre qualcosa in più: adesso sta bene, però gioca sempre 60 minuti. Sono decisioni dell’allenatore che possiamo solo rispettare, ma per come la vedo io è sempre meglio che un calciatore giochi una partita intera. Sono uno che dice quello che pensa: uscire al 60’ è anche un po’ deprimente. In questo modo non ti riposi mai. Preparare la partita è anche un impegno psicologico; ogni tanto fa bene anche stare fuori, però poi si deve giocare per 90′ la partita successiva”.

Fonte. calciomercato.com

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