Sarri: “Domani affrontiamo una squadra in salute, gara da non sottovalutare”

“Abbiamo una nostra filosofia di gioco ed una Società solida che in 7 anni è cresciuta tantissimo. Io credo che ci siano le basi per poter vincere in futuro a Napoli”. Maurizio Sarri sostiene con orgoglio e grande determinazione la forza del suo gruppo e le ambizioni azzurre. Il tecnico, nella conferenza stampa alla vigilia del match contro l’Udinese, trae anche un primo bilancio stagionale prima di alzare la soglia di attenzione per la gara di domani.

Mister, questo è un Napoli che raccoglie consensi in tutta Europa. Cosa manca per fare il definitivo salto di qualità?

“A noi non manca proprio nulla, la squadra è cresciuta, stiamo facendo bene, abbiamo 67 punti, stiamo al momento superando il record di punteggio in campionato e mancano 7 partite alla fine in cui vogliamo dare il massimo”

“Abbiamo vinto il Girone Champions, e non era mai accaduto nella storia del Napoli. Siamo usciti dalla Coppa Italia per mano della squadra campione d’Italia negli utlimi 5 anni, giocando bene e vivendo anche qualche episodio discutibile. Quindi credo che la squadra stia facendo passi enormi in avanti. Poi a tutti può mancare qualcosa, ma dipende dai parametri di riferimento. Non bisogna dimenticare da dove veniamo sennò sbagliamo valutazioni”.

 

Che insidie nasconde il match con l’Udinese?

“Affrontiamo una squadra che gioca bene, ha elementi di qualità ed una grande proprositività offensiva, non a caso ha segnato 13 gol nelle ultime 5 partite. Hanno un ottimo allenatore che sa trasferire tanta esperienza e forza al gruppo. Noi veniamo da due settimane in cui mentalmente abbiamo speso tanto e dovremo ricaricare in fretta tutte le energie per dare il massimo anche domani”.

E’ possibile dire che il Napoli rappresenta una forza filosofica diversa dalle altre, quasi in contrapposizione tecnica?

“Noi abbiamo la nostra filosofia tecnica, altre squadre hanno la loro. Non vogliamo rappresentare contrapposizioni, ma solo noi stessi e la nostra maniera di interpretare le partite. La storia del calcio ci insegna che si può vincere in tanti modi. Io sono convinto che si può vincere giocando come facciamo noi, stiamo facendo un percorso con una nostra identità. Poi se sia una identità vincente o meno lo capiremo con il tempo. Dipenderà anche da quanto ancora potremmo crescere sia in campo che fuori campo insiema a tutto l’ambiente”.

Però si parla molto del “sarrismo” così come un tempo si parlava di Sacchi e Guardiola come capostipiti di una rivoluzione nel calcio:

“Credo sia una moda momentanea, ci sono periodi in cui si parla di determinati allenatori. Con Sacchi e Guardiola stiamo parlando di due tecnici, soprattutto Arrigo, che hanno fatto la storia del calcio. Noi stiamo semplicemente facendo un percorso per il quale non ci possiamo paragonare a questi allenatori e alla portata di certi Club”.

Cosa pensa del passaggio del Milan da Berlusconi ai cinesi?

“Non so, può essere anche un fatto positivo economicamente, ma io sarò uno all’antica ma preferisco l’aspetto sentimentale ed un calcio a dimensione familiare. Il Napoli, ad esempio, è stato preso dalla famiglia De Laurentiis in Serie C ed è arrivato dopo un crescendo immediato in Europa con un bilancio solido e sano. La squadra gioca in campo internazionale da 7 anni consecutivi ed è nei posti alti del campionato italiano stabilmente. Quindi significa che al di là dei fatturati e degli investimenti stranieri il lavoro paga. E credo che sia possibile vincere anche con l’umanità e la poesia di un calcio familiare”.

Infine una battuta sulla data d’inizio dei campionati:

Mi sembra già eccessivo cominciare il 20 agosto, figuriamoci se avessimo potuto cominciare prima. Non possiamo paragonarci ad altri campionati perchè c’è un clima in Italia diverso dal resto d’Europa, ed anche diverso in molte nostre regioni E non credo sia un bello spot per il nostro calcio giocare a quelle temperature”.

 

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